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l'idea [art et decoration]
Grazie a G.

Cinque diversi
argomenti per iniziare a scrivere una presentazione,
che mi sembravano tutti ragionevolmente validi.
1.
Interno francese. Una stretta, elegante finestra sullo sfondo fa luce
ed uscire pensieri che seguono una piccola vela; al centro della stanza
la baronessa Gourgaud è seduta ad un tavolo fiorito copertoi di libri
tra i quali si nota una copia intitolata Art et Decoration. Lo ha dipinto
Matisse nel 1924.
2.
Tra le 5.500 voci dell?enciclopedia dell?arte Garzanti ho notato con soddisfazione,
che almeno qualcuno ha avuto il buon senso di non inserire la parola arte.
Parola che come diceva Dumal, è l'unica che anche le carpe sappiano pronunciare.
Sta bene vicino a Decorazione, così si capisce che ciò che ci interessa
è proprio quanto nel bel mezzo vive e si produce.
3.
Non è necessario essere completamente votati al più rigoroso surrealismo
per non avere nessuna intenzione di spiegare un titolo. E' stato scelto
perché andava bene proprio quello: non spiega ma dà al contenuto semplicemente
ciò di cui aveva bisogno.
4.
Porgi uno specchio alla natura. Lo suggerisce Shakespeare agli attori.
Uno specchio che rifletta tutto, il mistero e la consolazione, l'amore
e la semplice passione. L'intensità e le contraddizioni. Ives ha scritto
musiche tra le meno rassicuranti che io ricordi; nella vita, per tirare
a campare, faceva l'assicuratore.
5.
Truffaut disse che se Flaubert rileggeva ogni anno il Don Chisciotte allora
si dovrebbe rivedere L'Orgoglio degli Amberson più spesso possibile. Allungo
immeritatamente la catena: se Truffaut redeva spesso il film di Welles
allora noi dovremmo frequentare di più i classici della chanson; francese
e non. (continua).
Francesco Messina
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